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La chiesa nel parcheggio. La conferma dai documenti ufficiali

La nuova variante al progetto di centro commerciale nell’area dell’ex-consorzio, di cui in questo report rendiamo disponibile la documentazione, provvede alla tutela della basilica paleocristiana ma, come argomentiamo di seguito, a nostro avviso non offre adeguate garanzie in merito alla sua valorizzazione.

Distinguiamo anzitutto tra i due termini: la tutela include la protezione e la conservazione dei beni culturali, ossia la prevenzione, le attività di manutenzione e restauro del bene. Nel nostro caso, questa include gli scavi archeologici nell’area dell’ex-consorzio e tutte le azioni necessarie per garantire l’integrità della chiesa. La valorizzazione invece mira a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso (art. 3, 6, 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, D.L. 42/2004).

1. La necessita’ della variante

L’autorizzazione al progetto di costruzione del centro commerciale risale al dicembre 2012. Nel giugno 2013, circa un mese dopo l’inizio dei lavori, vengono intrapresi gli scavi archeologici sotto la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. L’entità dei ritrovamenti, che includono la chiesa paleocristiana, varie tombe e molti reperti, viene anticipata dal dott. Maurizio Landolfi in una prima intervista.

A settembre 2013 la Soprintendenza inizia una serie di colloqui con il costruttore per chiedere una modifica del progetto originale. Tali colloqui si formalizzano nell’imposizione, ad ottobre 2013, di un vincolo archeologico sull’intera area della basilica, che rende pertanto obbligatoria la sua tutela [4]. Per legge la tutela può essere svolta (1) semplicemente rinterrando il bene culturale (e tutelandone così l’integrità) oppure (2) rendendolo fruibile. Di fatto la scelta tra queste due possibilità dipende dalla disponibilità a gestirlo da parte di un ente o un privato. Nel caso in questione la Soprintendenza ha optato per chiedere al costruttore di rendere il bene comunque fruibile, nella speranza che qualcuno provvederà alla sua gestione.

Infatti, come abbiamo dimostrato nel nostro precedente report, il vecchio progetto del centro commerciale era incompatibile con la tutela della basilica, perché questa si trova dove sarebbe stato costruito l’ingresso del sottoparcheggio. Così, anche grazie alla mobilitazione dei cittadini, tra settembre ed ottobre si arriva alla variante del progetto (vedi [5]), descritta in dettaglio della sezione successiva.

Note: una versione preliminare di tale variante prevedeva che la chiesa fosse sepolta sotto un tavolato di legno (vedi [1]), ma dopo un colloquio con la Soprintendenza è maturata la soluzione attuale [2]. Il progetto ha ricevuto il nulla osta della Soprintendenza il 7 ottobre [3] e l’autorizzazione comunale in data 25 ottobre [6].

2. Il progetto definitivo

Per descrivere il progetto definitivo, riportiamo le parole usate nella documentazione prodotta dalla F.lli Simonetti ed inviata al Comune di Osimo ed alla Soprintendenza (il sottolineato è nostro).

Tale conservazione ha determinato una modifica alla viabilità interna di accesso e di uscita al piano autorimesse, che il progetto autorizzato prevedeva proprio in corrispondenza di tali reperti archeologici, attraverso lo spostamento dell’ascensore e ad alcune modifiche strutturali.

(dalla Relazione illustrativa, vedi [1] )

[una soluzione] che prevede la realizzazione di un ambiente praticabile con le seguenti caratteristiche:

  • delimitazione dell’area di scavo con pareti in cartongesso nella parte sottostante il fabbricato da realizzare
  • copertura dell’area di scavo esterna al fabbricato con pannelli in rame o similari
  • ricambi d’aria con griglie di aerazione
  • accesso da una parte dell’ambiente autorimessa con pianerottolo in legno di mq 4 circa da realizzare all’interno dell’area di scavo
  • predisposizione impianto di illuminazione con apposito allaccio alla rete pubblica e relativo contature di consumo
  • tinteggiatura delle pareti in colore bianco

L’ambiente sarà realizzato in moto decoroso, arieggiato e con la predisposizione dell’impianto di illuminazione. La superficie dell’ambiente sarà di mq 179 […]

(dalle modifiche dopo colloquio con Soprintendenza, vedi [2] )

Riportiamo inoltre due tavole grafiche con la sezione dell’edificio e la pianta del livello che ospiterà i reperti.

pianta parcheggio variante 2sezione variante 2

 

3. Uno scenario reale

Con l’idea di rendere facilmente comprensibili le caratteristiche della variante approvata e come i reperti archeologici si integreranno nel contesto del nuovo centro commerciale, abbiamo effettuato alcune elaborazioni grafiche della pianta del progetto.

Sono stati evidenziati con colori alcuni elementi che riteniamo centrali: le dimensioni dei reperti, le pareti in cartongesso che separano il parcheggio dall’area archeologica, i pannelli in rame che andranno a coprire l’area esterna alla struttura, la viabilità interna del parcheggio, i posti auto, il pannello illustrativo, i piloni e l’ascensore.

Inoltre, utilizzando modelli di automobile e persone nella stessa scala della pianta, abbiamo  riprodotto uno scenario plausibile di fruizione in cui un gruppo di persone voglia visitare i reperti archeologici durante il normale orario di attività del centro commerciale.

pianta variante 2 in contestoRiportiamo inoltre alcune immagini per comprendere come il progetto si inserirà nel contesto cittadino.

vista dettaglio area variante 2 con piantavista globale variante 2 con pianta

4. Considerazioni

Sottolineiamo ora alcuni aspetti che a nostro parere suscitano perplessità sulla qualità della soluzione prevista. Ci auguriamo che a lavori conclusi le considerazioni seguenti (che si basano sulla documentazione a cui si fa riferimento nel nulla osta della Soprintendenza [5] e nell’autorizzazione comunale [6]) vengano smentite dai fatti.

  • La chiesa è costretta in un locale chiuso e senza vetri, con una porta di ingresso di 80-90cm, larghezza che ci sembra del tutto inadeguata per un accesso pubblico ad un bene culturale.
  • I reperti sembrano “asfissiati” dalle pareti: per quanto l’area sottoposta a tutela sia rispettata, le pareti delineano il minimo spazio utile a contenere il bene. Inoltre, parte dell’ascensore e 3 piloni sono direttamente inseriti nell’ambiente previsto per la tutela.
  • Il bene non sembra facilmente riconoscibile dall’esterno, sia per la mancanza di vetri alle pareti, sia per la disposizione dei pannelli in rame. Riteniamo che predisporre un pannello didattico sulla parete esterna dell’edificio non sia una soluzione sufficiente a compensare una scelta progettuale incorretta.
  • Il locale potrebbe non essere facilmente accessibile al pubblico: dalla nostra rielaborazione si comprende che scenari quali una scolaresca in visita implicherebbero un conflitto tra la sicurezza del pubblico e la viabilità interna del parcheggio. Sembrerebbe quasi che l’accesso degli autoveicoli sia più curato di quello delle persone.

 A nostro parere, quindi, il progetto presenta tre criticità fondamentali:

  1.  La chiesa avrebbe una scarsissima visibilità rispetto ai visitatori “di passaggio”, come quelli che si recano al centro commerciale o verso l’area del San Carlo.
  2. Riteniamo che valorizzare e conferire la dovuta dignità ad un bene della città sia altra cosa da confinarlo in un’area chiusa e di difficile accesso, per di più inserita in un parcheggio di un centro commerciale.
  3. A nostro parere il progetto limita in partenza future politiche di valorizzazione e musealizzazione. Per quanto queste politiche competono all’amministrazione pubblica, è proprio il progetto che può renderle o meno praticabili: basti pensare ad esempio ad un gruppo di studenti in visita, costretti ad entrare in pochi per volta.

5. Domande aperte e conclusioni

Rimangono quindi ancora insolute le seguenti questioni:

  • Qual è lo scopo per cui è stato progettato l’ambiente? Più che per il libero accesso al pubblico, lo spazio sembrerebbe pensato per accessi puntuali ed in gruppi ridotti di persone. Come farà un semplice cittadino ad accedere all’area tutelata? Dovrà recarsi in Comune per chiedere la chiave?
  • Dove si trova l’aula didattica-museale con pannelli illustrativi di cui parla il comunicato dell’Amministrazione comunale? Probabilmente sarà prevista in altri piani della struttura, ma un ambiente attiguo o addirittura integrato all’area degli scavi avrebbe senz’altro contribuito alla qualità della soluzione.
  • Esistono progetti per la manutenzione e la gestione del bene? Al momento non e’ stata presentata da parte dell’Amministrazione alcuna iniziativa di valorizzazione, né è stata manifestata l’intenzione di voler perseguire tale intento. Le uniche dichiarazioni sull’orientamento dell’Amministrazione sono quelle rilasciate dal sindaco Simoncini al servizio del Tg2 del 27/10/2013.  Alla domanda “Ma chi si occuperà della manutenzione culturale?” il sindaco demanda la responsabilità della gestione e valorizzazione alle associazioni culturali presenti sul territorio, e quindi al volontariato a costo zero. Ci spiace constatare che il Comune abbia finora deciso di non onorare un impegno che e’ proprio di una istituzione pubblica. Un impegno piccolo, economicamente risibile, eppure fondamentale, che non può reggersi sul lavoro intellettuale gratuito dell’associazionismo.

In conclusione, senza dubbio la tutela della chiesa è garantita. Crediamo però che il problema della sua valorizzazione presente e futura non sia stato affrontato in modo convincente.  Ci auguriamo pertanto che l’amministrazione comunale provveda al più presto ad organizzare un incontro pubblico per presentare i dettagli del progetto approvato e sciogliere tutti i dubbi sull’effettiva valorizzazione dei reperti.

Documentazione ufficiale

Questo articolo fa riferimento esclusivamente a documenti pubblici del Comune di Osimo, a cui Argentina Severini (consigliere comunale del gruppo Pe.Li.De.), che ringraziamo per la collaborazione, ci ha gentilmente permesso di accedere.
Di seguito riportiamo una copia PDF della documentazione cartacea. Nel caso del progetto definitivo, riportiamo un estratto con gli elementi che consideriamo salienti.

[1] Relazione illustrativa (13/09/2013)
[2] Modifiche dopo colloquio con soprintendenza (25/09/2013)
[3] Nulla osta della soprintendenza (07/10/2013)
[4] Avvio della dichiarazione dell’interesse culturale (08/10/2013)
[5] Estratto del progetto definitivo (15/10/2013)
[6] Autorizzazione comunale (23/10/2013)

La chiesa nel parcheggio? Un’ipotesi, in attesa di informazioni ufficiali

Questo articolo nasce dalla carenza di informazioni sui reperti archeologici ritrovati durante i lavori di recupero dell’area ex-consorzio di Osimo.
Partendo da quanto pubblicato dalla stampa, e grazie ad ulteriori elementi emersi dalla rete, è stato possibile effettuare una stima di forma e dimensioni della chiesa paleocristiana, del suo inserimento nell’area dei lavori e dell’impatto sul progetto in costruzione.
Da tale analisi emerge come nel progetto in corso di realizzazione, così com’è visibile dalle immagini disponibili online, la chiesa coinciderebbe con l’ingresso del sotto parcheggio del nuovo centro commerciale.

1. Le immagini degli scavi

A distanza di mesi dai primi ritrovamenti, le uniche immagini disponibili dello scavo sono quelle dei lavori in corso apparse sulla stampa.
Per avere una visione di insieme dell’area coinvolta, convinti di ottenere un’immagine delle zona precedente all’inizio dei lavori, abbiamo cercato in Google Earth l’area ex consorzio. Con nostra sorpresa, invece, nelle immagini di Google l’edificio del consorzio è già stato demolito: l’ultimo aggiornamento risale infatti al 4 agosto 2013, data in cui non solo i lavori erano iniziati ma la chiesa paleocristiana era già stata rinvenuta.

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2. Il progetto del nuovo centro commerciale

Il progetto del nuovo centro commerciale è stato fonte di accesi dibatti sia nel Consiglio Comunale che fra i cittadini. Da varie fonti è possibile ottenere informazioni sulle caratteristiche dell’opera, sulle sue motivazioni, nonché sulle critiche e polemiche che essa ha suscitato. Consultando il sito web dello studio che ha realizzato il progetto (FIMA Engineering, www.fimaengineering.it), è possibile visualizzare numerose immagini dell’edificio in costruzione e comprendere come quest’ultimo si inserirà nel contesto cittadino.

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3. Sovrapposizione della pianta del progetto sull’area dei lavori

La pianta del nuovo edificio contiene molti dettagli del contesto urbano in cui il progetto si inserisce, tra cui le tre rotatorie, la forma delle strade e le aiuole. E’ stato quindi possibile sovrapporre la pianta all’area dei lavori ed ottenere una visualizzazione realistica.

Per giungere ad un risultato soddisfacente in poco tempo è stato utilizzato lo stesso Google Earth. Per tale ragione, esaminando attentamente le immagini, è possibile rilevare alcune piccole incongruenze nella sovrapposizione, che comunque non alterano significativamente la validità del risultato finale.

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4. Le dimensioni della chiesa paleocristiana e dell’area dei reperti

Analizzando il dettaglio degli scavi, sembra evidenziarsi la presenza di almeno due ambienti rettangolari contigui con quella che sembrerebbe essere un’abside ad est, come tipico dell’orientamento degli edifici di culto cristiano. I due ambienti costituirebbero la navata centrale e la navata laterale, come deducibile dalla posizione dell’abside. L’altra navata laterale, la cui esistenza è ipotizzabile, non è visibile dalle immagini satellitari del 4 agosto, probabilmente perché le indagini non avevano ancora interessato tale parte dell’area. Il muro esterno dell’ambiente più settentrionale appare prolungarsi per un lungo tratto verso ovest, indicando che la chiesa doveva misurare oltre 16 metri in lunghezza. La navata laterale sembra misurare circa 3,5 metri ed ipotizzando un larghezza simile per l’altra navata laterale non ancora scavata, la larghezza complessiva dell’edificio sarebbe di circa 11 metri. Il muro che chiude ad ovest i due ambienti rettangolari, che appare prolungarsi anche al di là di essi verso nord, potrebbe essere parte del transetto.  

In base a queste considerazioni si è tentata una altamente ipotetica ricostruzione della pianta della chiesa.

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Google Earth consente di visualizzare la cronologia delle immagini di un qualsiasi luogo. In questo modo abbiamo potuto sovrapporre l’ipotetica pianta della chiesa all’immagine dell’area precedente l’inizio dei lavori.
L’immagine ottenuta mostra come la posizione della parte absidata della chiesa corrispondeva con il piazzale esterno del consorzio. Questo dettaglio fa supporre che le strutture circolari visibili nella parte occidentale della chiesa siano i pilastri di fondazione del consorzio. Le strutture che per orientamento sarebbero pertinenti al consorzio sono evidenziate in verde nell’immagine. Si può ipotizzare che proprio i lavori per la costruzione del consorzio, avvenuti negli anni ’30, abbiano compromesso la conservazione della parte più occidentale della chiesa.

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5. La chiesa, l’area dei reperti ed il progetto del centro commerciale

Sovrapponendo l’immagine di Google Earth, la pianta del nuovo centro commerciale e l’ipotetica pianta della chiesa, si evince chiaramente che i resti di quest’ultima vengono a trovarsi nell’area del progetto corrispondente all’ingresso del parcheggio sotterraneo.

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6. Conclusioni

Pur tenendo conto del carattere qualitativo di questa discussione, avendo impiegato strumenti non professionali ed immagini disponibili pubblicamente,  l’analisi mostra comunque come il progetto del nuovo centro commerciale disponibile online sia incompatibile con la conservazione della chiesa paleocristiana. 

Chiediamo quindi all’Amministrazione Comunale informazioni dettagliate sui provvedimenti che si intendono mettere in atto per la conservazione e per la fruizione pubblica dei resti archeologici. Chiediamo, inoltre, che in caso sia già stata prevista una modifica al progetto originale, essa sia presentata e discussa pubblicamente.

Note metodologiche

L’analisi ha impiegato esclusivamente strumenti ed informazioni disponibili pubblicamente in rete. In particolare, le immagini satellitari sono state prelevate su Google Earth, mentre per quanto riguarda il nuovo centro commerciale, non essendo a conoscenza di modifiche ufficiali al progetto, sono state utilizzate le immagini pubblicate sul sito web dello studio FIMA Engineering S.r.l. (www.fimaengineering.it).
Le immagini satellitari sono state analizzate da alcuni archeologi, e l’editing finale è avvenuto per mezzo di software libero. Data la natura non ufficiale delle immagini e l’utilizzo di strumenti non professionali, la presente analisi è da considerarsi semplicemente come una valutazione qualitativa. Allo stesso modo, i dati numerici sulle dimensioni della struttura della chiesa, ottenuti grazie agli strumenti di Google Earth, sono da intendersi come delle stime.