Archivio tag: campetto dei frati

Campetto dei Frati: il dejavù dell’archeologia nel parcheggio

Il nostro gruppo è nato lo scorso Settembre sotto la spinta delle notizie dei ritrovamenti archeologici presso l’area ex-consorzio e fino ad oggi ci siamo dedicati esclusivamente a questa vicenda. Il nome #salviamolastoriadiosimo, però, è stato scelto pensando ad un impegno più ampio verso la storia ed i beni culturali rispetto alla sola vicenda allora strettamente di attualità. L’occasione per questo articolo, non legato direttamente all’ex-consorzio, ci è stata offerta dall’assemblea cittadina aperta che si terra il prossimo 2 di Marzo, presso il chiostro del Santuario di San Giuseppe da Copertino. L’idea dell’evento è quella di provare a co-progettare l’utilizzo di alcuni spazi pubblici. Tra questi, in particolare, il cosiddetto “Campetto dei Frati”, terreno di cui si parla da anni per realizzare un nuovo maxi-parcheggio. A beneficio di chi non fosse informato, vogliamo descrivere brevemente il più recente progetto di parcheggio reso noto dal Comune ed esporre alcune considerazioni sull’aspetto archeologico della vicenda, a nostro avviso non sufficientemente sottolineato ma assolutamente centrale data la posizione e la natura nel terreno.

Un parcheggio nel “Campetto dei Frati”: un’idea ricorrente

L’idea di realizzare un parcheggio nel “Campetto dei Frati” circola ormai da molti anni: già nel 2005 l’amministrazione Latini annunciava che per l’area era prevista la costruzione di nuovo parcheggio con uscita in via Fonte Magna, a totale carico dei privati tramite un’operazione di project financing. Ogni anno il progetto del parcheggio viene rilanciato e nel 2008 si annuncia la prossima istituzione del bando per l’individuazione della società che costruirà e avrà in concessione la gestione dell’impianto, annuncio che cade però nel vuoto. Il progetto sembra stagnare a tal punto che quando nel 2010 il Comune si trova in difficoltà con la situazione della scuola elementare Bruno da Osimo, si prospetta di costruirvi un plesso scolastico. Il progetto del parcheggio al campetto dei frati viene poi riproposto nel gennaio 2011 insieme ad altri 3 ipotesi per la realizzazione di un nuovo parcheggio a servizio del centro storico. Nel 2012 si passa dal project financing a una vendita vera e propria,  dato che il terreno viene inserito nel piano delle alienazioni insieme al mercato coperto e l’ex-cinema Concerto, con la condizione che l’acquirente realizzi il parcheggio. Dopo varie aste pubbliche andate deserte [5] [6], il terreno non sembra, al momento, aver trovato acquirenti interessati.

Il progetto preliminare redatto dall’Ufficio tecnico comunale

Il 29 Agosto 2012, il consiglio comunale approva la delibera con cui si aggiunge il terreno del campetto dei frati al piano delle alienazioni [3] [4]. Nell’atto del consiglio comunale si legge che:

  • l’acquirente dovrà realizzare nell’area in questione un parcheggio in parte privato ed in parte pubblico ed avrà la gestione della parte di uso pubblico;
  • l’acquirente dovrà realizzare con accesso carrabile il collegamento tra il parcheggio di via Fontemagna seguendo il progetto preliminare redatto dall’Ufficio tecnico comunale e approvato dalla competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici;

(dall’atto CC n.64 del 29-08-2012, vedi [2] )

Analizzando il materiale a disposizione nel sito del Comune, il progetto preliminare a cui fa riferimento l’atto comunale sembrerebbe una delle 4 proposte di un nuovo parcheggio nei pressi del centro storico presentate nel 2011. Come illustra il dossier disponibile sul sito del Comune [1], la struttura ospiterebbe 210 posti auto + 46 Box, articolandosi su tre livelli di parcheggio e impegnando una superficie lorda di ingombro di circa 3.000 mq. Non ci soffermiamo in questa sede sull’impatto paesaggistico del progetto. Facciamo però notare che allegato al dossier vi è il parere della la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici che esprimeva forti perplessità, pur essendo “in linea di massima favorevole” alla fattibilità dell’intervento. A tal proposito vorremmo anche conoscere quale parere ha espresso in merito la Soprintendenza per i Beni Archeologici, dato che per lavori di tale entità in un terreno a rischio archeologico dovrebbe essere senz’altro stata interpellata.

Parcheggio campetto dei frati - contesto 1Parcheggio campetto dei frati - simulazione progetto 2Parcheggio campetto dei frati - simulazione progetto 4

 

Parcheggio campetto dei frati - rendering 4Parcheggio campetto dei frati - rendering 3Parcheggio campetto dei frati - pianta parcheggio I livello

 

Considerazione 1: il rischio archeologico del progetto è molto alto

Il “Campetto dei Frati” è un ampio tratto di terreno pianeggiante situato proprio a ridosso di Fonte Magna (il bellissimo ninfeo monumentale realizzato tra I sec. a.C. e I sec. d.C.) e delle mura romane. edOltre alla normale stratificazione archeologica (sulla scarpata prospiciente il terreno affiorano chiaramente frammenti di ceramica romana e medievale) è ipotizzabile anche la presenza di strutture sepolte. Le immagini qui sopra mostrano l’area del campetto ed una simulazione di  come la pianta del parcheggio vi si potrebbe inserire, Fonte Magna è stata evidenziata in giallo.
Le immagini qui sotto dimostrano invece il grande volume di terra che verrà movimentata dall’eventuale cantiere. Nella prima immagine a sinistra è possibile osservare come la superficie del parcheggio sia  quasi paragonabile a quella dell’attuale maxi parcheggio, del campo sportivo o dell’area ex consorzio. La seconda immagine illustra invece come il progetto prevedaParcheggio campetto dei frati - vista osimo comparativa Parcheggio campetto dei frati - sezione progetto A-Alo sbancamento di circa 30 metri di dislivello sul fianco della collina e, in corrispondenza del campetto, si raggiungerebbe una profondità di ben 11 metri al di sotto dell’attuale livello del terreno.
Date le caratteristiche dell’area e del progetto, riteniamo che il rischio archeologico legato all’opera sia molto alto: la probabilità che il campetto dei frati nasconda reperti e strutture archeologiche è elevata e, qualora quest’ipotesi fosse accertata, non c’è dubbio che il cantiere si imbatterebbe nei reperti.

Considerazione 2: il progetto sembra predisposto per riprodurre la stessa situazione dell’ex-consorzio

A nostro avviso il progetto sembra avere tutte le caratteristiche per riproporre la stessa situazione della vicenda ex-consorzio. Memori dell’esperienza, vogliamo sottolineare alcuni concetti affinché non si ripetano gli stessi errori e le stesse polemiche:

  • il controllo archeologico dovrebbe essere presente fin dall’inizio dei lavori, se non addirittura prevedere la possibilità di sondaggi esplorativi preliminari per accertare l’entità del deposito archeologico, così da essere certi di non danneggiare strutture e non incorrere poi in costosissime misure d’emergenza per modificare il progetto in corso d’opera.
  • Il privato è tenuto a pagare le spese dello scavo archeologico, come previsto dalla normativa. Dato l’elevata probabilità di rinvenire reperti archeologici in un qualsiasi cantiere aperto in Italia, riteniamo che nel nostro Paese il rischio archeologico sia parte integrante del rischio d’impresa di una qualsiasi attività edile.
  • Qualora si rinvengano strutture archeologiche ritenute dagli esperti di particolare interesse, l’opera dovrebbe adattarsi alla tutela ed alla valorizzazione dei reperti, non viceversa.

Considerazione 3: “valorizzazione” e “mecenatismo”

Qualora un progetto dovesse effettivamente partire e nel caso (assai probabile) che siano rinvenuti reperti, vorremmo puntualizzare la nostra opinione sul significato di due parole molto usate nel descrivere la vicenda ex-consorzio: “valorizzare” e “mecenatismo”.

  • Valorizzare.  Pensiamo che valorizzare non significhi movimentare migliaia di metri cubi di terreno ad alto rischio archeologico per poi relegare gli eventuali reperti rinvenuti in un parcheggio.
  • Mecenatismo. Un privato che in un suo cantiere trovi reperti archeologici paga le spese di scavo perchè è un obbligo di legge, non per mecenatismo. Stanti le attuali condizioni di vendita ed il progetto preliminare dell’ufficio tecnico comunale, il privato disposto ad assumersi il costo del parcheggio (incluso quello archeologico), lo fa perchè nella sua gestione vede un margine affinchè il capitale investito sia remunerato: si tratta di profitto personale, è del tutto lecito, ma non è mecenatismo.

Documentazione ufficiale

Il nostro articolo si basa su documenti ufficiali a cui abbiamo avuto accesso attraverso la pagina web del Comune di Osimo. Riportiamo di seguito i documenti inerenti direttamente a quanto descritto in questo articolo:
[1] Progetto preliminare redatto dall’ufficio tecnico (pubblicato nel 2011)
[2] Parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici (2010)
[3] Alienazione del campetto dei frati (atto CC n.64 del 29-08-2012)
[4] Estratto dal verbale del consiglio comunale sull’alienazione (29-08-2012)
[5] Primo bando di selezione (13/12/2012)
[6] Secondo bando di selezione con riduzione del prezzo del 10% (21/02/2013)