Santa Paolina

I dati del sito:
Nome: Santa Paolina
Periodo: Età del bronzo / Gallico
Tipo: Insediamento / Necropoli

Il sito ieri

Il sito, posto proprio al confine tra i territori di Filottrano e Osimo, ospitò prima un insediamento risalente alla media e tarda età del bronzo (XIV-XII sec.a.C.), poi uno gallico.

Durante gli scavi svolti nell’area sono state individuate varie strutture abitative e focolari relative al primo insediamento, oltre a una necropoli a inumazione con il defunto deposto supino, privo di corredo. Tra i rinvenimenti si annovera la caratteristica ceramica pertinente alla cultura appenninica e subappenninica, con decorazione incisa ed intagliata, ma anche una ricca industria litica, oltre a quella in osso e corno (zappette, manici di lesine decorati a punti e cerchielli, ornamenti) e in metallo (tra cui numerosi pugnali in bronzo).

Per quanto riguarda il successivo insediamento gallico, è stata rinvenuta una necropoli composta da circa 30 tombe databili tra IV-III sec. a. C.; la necropoli, per la ricchezza e la pregevolezza dei corredi funerari, costituisce una delle più significative testimonianze della presenza di popolazioni celtiche nell’Italia centrale.

Unguentario in vetro, tomba XXI

Unguentario in vetro, tomba XXI

Anello, tomba XXI

Anello in oro, tomba XXI

Tomba, tomba IX

Tomba IX in corso di scavo

Il materiale è molto numeroso: oltre alle caratteristiche spade lunghe di tipo lateniano e i tipici elmi tipo Montefortino, i corredi comprendevano vasi fittili di produzione altoadriatca e d’importazione greca, nonchè una consistente presenza di bronzi e oreficerie, per lo più di fattura etrusca.
Come si può notare dalla composizione dei corredi rinvenuti, le popolazioni celtiche insediatesi nelle odierne Marche, erano fortemente ellenizzate, tanto da far dubitare più di uno studioso sulla reale appartenenza etnica delle genti sepolte.

Fodero di spada in bronzo, tomba XXII

Fodero di spada in bronzo, tomba XXII

Elmo in bronzo, tomba XII

Elmo in bronzo, tomba XII

Collana in oro, tomba II

Collana in oro, tomba II

Infatti gli unici oggetti propriamente pertinenti alla cultura celtica sono le spade di tipo lateniano, molte con foderi metallici, come quello ritrovato nella tomba XXII di Santa Paolina e il torques d’oro, rinvenuto nella tomba II, entrambi decorati nel cosiddetto “stile vegetale continuo”. Questa situazione, insieme all’eccezionale presenza d’oro, sarebbe da spiegare con l’intensa attività di mercenariato svolta dai Galli Senoni per conto di Dionisio di Siracusa, che utilizzò proprio la neofondata colonia di Ancona come base di reclutamento per le sue truppe. Caratteristica delle culture celtiche marchigiane è anche la presenza nelle sepolture di ambo i sessi di dadi in osso e pedine da gioco in vetro, insieme al necessario per la palestra (ovvero strigile, unguentario e cestello per la sabbia), elementi normalmente esclusivi della sfera maschile.

Torques d'oro, tomba II

Torques d’oro, tomba II

Strigile in bronzo

Strigile in bronzo

protomi (zampe) di leone in bronzo, tomba II

protomi a zampa di leone in bronzo, tomba II

Il sito “oggi”

Il sito oggi è un’area agricola ed i reperti si trovano in parte ad Ancona presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e in parte a Roma al Museo delle Origini.

Interessanti sono le parole con cui Innocenzo dall’Osso, all’epoca direttore del Museo Archeologico d’Ancona, nonchè “scavatore” della necropoli gallica, racconta al Ministero una delle sue nuove scoperte nell’area. La comunicazione racconta di una tomba trafugata da contadini e dimostra come, all’ora come oggi, triste è la sorte dei reperti archeologici quando mancano sensibilità e conoscenza del patrimonio archeologico del proprio Territorio:

13 Febbraio 1913 – «Sono lieto d’informare codesto Ministero che in proprietà Codroipo Coloredo presso Filottrano è tornata in luce un’ altra tomba manomessa di guerriero gallico. Essendo la fossa profonda poco piu di un metro, il gruppo dei vasi che doveva elevarsi sul piano del sepolcro non meno di cinquanta centimetri, forse molti anni addietro fu incontrato dalla punta del aratro e degli avidi coloni sconvolte. Di ciò si è avuto la prova nei minuscoli frantumi di bronzo laminato ed in qualche avanzo di ossa raccolti in mia presenza, fra la terra rimossa verso i piedi dello scheletro. Però gli ignoranti agricoltori non si erano curati di allargare lo scavo e quindi è rimasta intatta la parte superiore dello scheletro ai cui fianchi si e trovato una spada, un pugnale, due lance in ferro, uno strigile in bronzo insignito di un’ epigrafe a carattere greci arcaici fra due palmette impresse sulla superficie del manico…»

Innocenzo dall’Osso informando il Ministero circa una delle sue scoperte nel sito di Santa Paola

Bibliografia

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