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Mostra elenco dei Siti d'interesse archeologico
Nome Tipo Pagina
San Filippo Necropoli
Casenuove Tomba ipogea
Casenuove Insediamento
Contrada Vescovara Necropoli
Ex Consorzio Agrario Necropoli / Strada
Monticello dei Frati Tomba
Case Bellini Necropoli
Roncisvalle Villa
Roncisvalle Chiesa paleocristiana
Monte della Crescia / Monte Cerno / Fondi Fiorenzi Rinvenimenti / Area di frequentazione / Necropoli
Monte San Pietro Nucleo capannicolo / Necropoli
Villa Egidi Villa rustica
Casenuove Ex-Fornace Santicchia Area di frequentazione
Casenuove / Montetorto Impianto produttivo
Casenuove / Montetorto Area di frequentazione
San Paterniano Tomba
Fornace Fagioli Insediamento
San Martino Necropoli
Pradalone, Petrolone o Pietrolone Villa rustica / Tomba
Via Guasino Area di frequentazione
Fonte Magna Fontana
Santa Paolina Necropoli Vai
Mercato Coperto Abitato
Ex-fornace Giardinieri Necropoli
Arce
Foro
Cisterna
Padiglione Necropoli

Nascondi elenco dei siti d’interesse archeologico

Non conosceva il rischio archeologico dell’area ex-consorzio l’amministrazione comunale, nonostante 15 anni di governo della stessa formazione politica. E nonostante la chiara comunicazione inviata dalla Soprintendenza nel 2006 ([a]).
Non conosceva il rischio archeologico il privato costruttore, che poi lamenta le ingenti quantità di denaro spese per tutelare (come previsto dalla legge) i reperti trovati.
Probabilmente, molti cittadini non conoscevano il rischio archeologico dell’area. Ad essere sinceri, anche diversi componenti del nostro gruppo ignoravano il rischio archeologico dell’ex-consorzio.
Sapevano gli “esperti” del settore, sapeva la Soprintendenza e sapeva, per fortuna, il dott. Landolfi, funzionario archeologo, che passando per caso per via Ungheria si rese conto dell’inizio dei lavori.

E’ evidente che, secondo il ruolo ricoperto, diverso è il peso della responsabilità per l’ignoranza. Ad ogni modo, quello che accomuna molti dei protagonisti della vicenda è il non conoscere: ci troviamo in presenza di un dato pubblico di cui solo pochi avevano nozione.
Cosa sarebbe successo se la conoscenza del rischio archeologico dell’ex-consorzio fosse stata pienamente diffusa tra tutta la Cittadinanza? Non lo sappiamo. Cosa sarebbe successo se il PRG avesse previsto la zona a rischio? Sicuramente l’iter burocratico sarebbe stato differente, gli obblighi del costruttore sarebbero stati diversi sin dall’inizio, probabilmente ora non staremmo parlando di una chiesa paleocristiana nel parcheggio di un centro commerciale.

Al di là dei se e dei ma, per far si che una vicenda del genere non si ripeta, siamo convinti che una soluzione sia coinvolgere l’intera comunità, diffondendo il più possibile la conoscenza del patrimonio archeologico di Osimo, insieme alla consapevolezza che questo vada tutelato in quanto bene comune e risorsa “non rinnovabile”. Con questo in mente, come anticipato in un nostro precedente articolo, abbiamo provato a dar il nostro contributo affinchè #maipiùexconsorzio non sia solo uno slogan. Un primo risultato che vogliamo condividere è quanto stiamo presentando.

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Abbiamo realizzato una mappa di alcuni dei siti di interesse archeologico del territorio osimano, servendoci di dati pubblici e già disponibili ma non sempre facilmente accessibili: il nostro lavoro è consistito principalmente nel rendere “aperti” i dati, in modo che possano essere facilmente fruibili da tutti. [1] [2] [3]

Il nostro lavoro non pretende di avere una precisione cartografica, ma solamente di dare un’indicazione verosimile, ma per forza approssimativa, delle aree note per essere state interessate da ritrovamenti archeologici. Alcuni punti corrispondono a siti famosi e visivamente apprezzabili (fonte magna, ex consorzio, Monte Torto), mentre altri sono solo aree in cui è presente una dispersione di frammenti fittili (questo significa che l’aratro ha intaccato uno strato archeologico sottostante) o aree per cui si ha solo la notizia di rinvenimenti.
A seconda delle informazioni a nostra disposizione, in alcuni casi abbiamo potuto circoscrivere delle aree mentre più spesso abbiamo segnato solamente dei punti.

Non riteniamo quanto stiamo pubblicando assolutamente esatto. Stiamo facendo del nostro meglio ma siamo convinti che la storia non possa essere salvata da pochi, per cui siamo aperti a segnalazioni di errori o mancanze. Il nostro appello, infatti, è anche per una collaborazione nella raccolta dei dati.

Nelle prossime settimane estenderemo l’insieme dei dati pubblicati, aggiungendo ulteriori siti ed ampliando le informazioni relative a ciascuno di essi. Pur non garantendo scadenze regolari, l’idea è quella di un processo incrementale, in cui poco a poco il nostro sito arrivi a raccogliere tutti i dati a disposizione circa i siti d’interesse archeologico della Città e le condizioni in cui versano.

Mantenere ed espandere i dati contenuti in questa mappa occuperà il nostro gruppo nel prossimo futuro. Offrendo questo strumento alla comunità, vogliamo fornire il nostro contributo affinchè non si ripeta un altro ex-consorzio.

#maipiùexconsorzio

Disclaimer:

Vista la particolare natura della materia e le possibili conseguenze legali nel determinare il rischio archeologico di un terreno, ci preme sottolineare che:

  • non ci assumiamo alcuna responsabilità circa l’uso da parte di terzi dei dati forniti dal nostro sito, qualsiasi sia la finalità.
  • non ci assumiamo alcuna responabilità riguardo alle eventuali conseguenze dovute all’inesattezza dei dati forniti dal nostro sito.

Fonti:

[1] Cecilia Gobbi, Applicazione pratica al territorio della carta archeologica: il Comune di Osimo, in R. Orsetti (ed.) Le carta archeologica delle Marche: risultati e metodologie a confronto, Atti del Convegno, Abbazia di Fiastra 2002, Quaderni del catalogo 1/2002, pp. 21-23
[2] Tavole località d’interesse archeologico della Regione Marche
[3] Vincoli operanti nel territorio previsti dal P.R.G. del Comune di Osimo

Nota:

[a] Comunicazione della Soprintendenza al Comune di Osimo (Febbraio 2006)