Impariamo la lezione, rimaniamo vigili e mettiamoci del nostro: #maipiùexconsorzio

Dopo diversi mesi di inattività, vogliamo tornare ancora una volta sulla questione ex-consorzio, riflettendo sulle cause che hanno concorso a creare questa vicenda ed iniziando a guardare oltre. Riteniamo infatti che sia giunto il momento di imparare la lezione, rimanere vigili ed agire affinchè mai più si ripeta un altro ex-consorzio e gli stessi errori non tornino a danneggiare il nostro Territorio e la nostra Comunità.

Infatti, nonostante la sentenza del TAR, nonostante i passaggi in consiglio comunale e in provincia, mentre stiamo scrivendo il cantiere dell’ex-consorzio deve ancora ripartire e rimane ancora aperta la voragine in via Ungheria. Qualsiasi sarà il destino finale del sito e dei reperti archeologici (ancora fermi presso un magazzino del costruttore), molto tempo dovrà passare prima che la vicenda possa considerarsi conclusa.

Perché dunque questo appello “mai più ex-consorzio”? Perché crediamo che l’ex-consorzio non sia soltanto un fatto isolato e siamo convinti che i motivi che l’hanno causato possono generare nuovi mostri domani.

Per cominciare, non vorremmo tornare a vedere Amministrazioni comunali che fingono di ignorare le comunicazioni della Soprintendenza circa il rischio archeologico della città per poi giustificarsi dichiarando di non essere aggiornate in tema di pubblicazioni scientifiche ([1] [2]): le stesse amministrazioni che autorizzano le cementificazioni previste dal proprio Piano Regolatore e finiscono poi per parlare di atti dovuti piuttosto che di precise scelte politiche. Ci auguriamo che, la prossima volta, tutti gli schieramenti politici che si dichiarano contrari a cementificazioni continuino a portare avanti coerentemente il loro impegno, sin da subito e senza eccezioni.

Ci piacerebbe che il concetto di “rischio archeologico” venga riconoscuto da tutti i professionisti dell’edilizia, e che sia considerato parte integrante del rischio di impresa. Per questo vorremmo sentir parlare di adempimento di obblighi di legge che tutelano il patrimonio archeologico, e non di mecenatismo.

Affinché gli imprenditori siano consapevoli di tali rischi, è importante una collaborazione tra Amministrazione e Soprintendenza (nel caso in questione, ad esempio, le informazioni sul rischio archeologico della zona esistevano da almeno 70 anni, ma non sono state inserite nel Piano Regolatore). Ci piacerebbe quindi una Soprintendenza che, anche grazie al pieno supporto di tutta la comunità, sia capace di non rimanere schiacciata tra interessi politici ed interessi privati.

Ci piacerebbe, infine, che la cittadinanza prenda coscienza del patrimonio storico-archeologico del proprio territorio e che la prossima volta si mobiliti per proteggerlo organizzandosi meglio e soprattutto per tempo. Per quanto possa dispiacere dirlo, è evidente che per l’ex-consorzio molte iniziative sono arrivate tardi e non hanno inciso a sufficienza, in primis la nostra.  Occorre anche essere attenti al modo in cui le vicende ci vengono raccontate, perché questo influisce su come queste vengono percepite e ricordate. Accettare passivamente qualsiasi narrazione ci venga proposta può causare tanti danni quanti la vicenda stessa.

Impariamo dunque la lezione e rimaniamo vigili. Prendiamoci cura di questo territorio affinchè non si ripeta mai più un altro ex consorzio.

Naturalmente ci sono cose che vanno ben oltre quello che un gruppo di persone come il nostro può fare. Ci sono problemi ben più grandi di Osimo, la sua comunità e la sua amministrazione. Questo non significa però che nulla possa essere cambiato. Crediamo al contrario che qualcosa si possa fare e che chiunque abbia a cuore il proprio territorio possa contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità e capacità. Anche noi cercheremo di apportare un contributo e questa sarà l’idea principale che ispirerà una prossima iniziativa che abbiamo in cantiere. Se volete darci una mano, o saperne di più, scriveteci. Noi ci siamo e proveremo a metterci del nostro. Ci auguriamo di non rimanere soli.

#maipiùexconsorzio

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Note:

[1] Comunicazione della Soprintendenza al Comune di Osimo (Febbraio 2006)
[2] C. Gobbi, Applicazione pratica al territorio della carta archeologica: il Comune di Osimo (2002)

L’icona del municipio è stata realizzata da Scott de Jonge, e le altre da Freepik. Le icone sono disponibili su www.flaticon.com e sono rilasciate con licenza CC BY 3.0.