Emergenza: la chiesa è di nuovo in pericolo

Avevamo concluso un nostro precedente contributo affermando che la tutela della chiesa fosse ormai garantita e che la principale problematica consistesse, a nostro parere, essenzialmente nella valorizzazione del sito. Tuttavia, alla luce delle condizioni critiche in cui versano le strutture, visibili a chiunque passi per via Ungheria, oggi ci troviamo di nuovo in una situazione di emergenza, e la tutela e la conservazione ritornano a essere questioni impellenti. Come si può notare dalla foto, le murature della chiesa paleocristiana, prive di un’adeguata protezione, si stanno velocemente deteriorando sotto l’azione delle intemperie e dell’abbondante ristagno d’acqua dovuto alla natura argillosa del terreno.

La chiesa paleocristiana allagata

Se l’acqua non verrà drenata e non si provvederà al più presto a fornire un’adeguata copertura alle strutture, queste non resisteranno fino alla conclusione dei lavori. In tal caso, le varianti al progetto saranno state del tutto inutili, perché non ci sarà più niente da tutelare.

Ma chi deve risolvere il problema? Secondo il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (D.L.  42/2004) la conservazione e tutela della Chiesa è tra le responsabilità previste per il costruttore. Infatti, secondo tale normativa, “i privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione” (articolo 1 comma 5, e articolo 30 comma 3).

Pertanto chiediamo pubblicamente al costruttore di risolvere il problema con la massima urgenza, anche in virtù del tanto incensato mecenatismo dell’azienda, come dichiarato dal servizio del Tg2 andato in onda il 27 ottobre. Chiediamo infine al Comune di Osimo ed alle autorità competenti di vigilare sulla sua risoluzione.