Emergenza rientrata: ora i reperti sembrerebbero protetti da una tettoia provvisoria

Un mese fa avevamo lanciato un allarme, ripreso dai principali giornali marchigiani, per le precarie condizioni in cui versavano i reperti archeologici, minacciati delle intemperie e dal ristagno d’acqua dovuto alle abbondanti piogge. In un articolo pubblicato sul Messaggero, il Soprintedente Maurizio Landolfi aveva risposto al nostro appello dichiarando che sarebbe stata presto realizzata una tettoia a protezione dei reperti.

Iniziamo l’anno con una buona notizia: rileviamo infatti con soddisfazione che il costruttore ha effettivamente predisposto la tettoia anticipata da Landolfi.

La tettoia provvisoria a protezione dei reperti

I reperti sembrerebbero ora protetti, in attesa che venga costruita la stanza adibita alla loro futura conservazione. Si è trattato di un piccolo ma importante sforzo, che speriamo permetterà di non sprecare il lavoro svolto in questi mesi dagli archeologi. Confidiamo che qualsiasi ulteriore opera provvisoria prevista a protezione dei reperti sia già stata realizzata o lo sarà al più presto.

Le dichiarazioni di Landolfi secondo cui la tettoia era già stata prevista, nonché la celerità con cui questa è stata poi realizzata, dimostrano che il nostro allarme era fondato. Rimaniamo quindi convinti della necessità della nostra opera di informazione affinchè l’attenzione e la partecipazione della cittadinanza rimanga alta.