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Aggiornamento: cose fatte da Giugno ad oggi dimenticando di aggiornare il blog

Chi dovesse leggere questo blog oggi per la prima volta potrebbe pensare che l’attività di Salviamo la Storia di Osimo si sia interrotta nel Maggio scorso. Non è vero, ma ammettiamo che negli ultimi mesi la nostra attenzione è stata concentrata sulla pagina Facebook dimenticandoci di aggiornare queste pagine.

L’idea di questo articolo è quella di un aggiornamento su quello che abbiamo fatto da Giugno ad oggi.

Santa Paolina: approfondimento su uno dei siti della mappa

L’11 Giugno abbiamo pubblicato un primo approfondimento su uno dei siti d’interesse archeologico di Osimo: Santa Paolina. Il sito, posto al confine tra i territori di Filottrano e Osimo, ospitò prima un insediamento risalente alla media e tarda età del bronzo (XIV-XII sec.a.C.), poi uno gallico. Un’apposita pagina è stata creata per quest’appofondimento.

Evento: Salviamo la Storia di Osimo partecipa a “Safari a Santa Paolina”

Gli scorsi 21 e 22 Giugno abbiamo partecipato all’evento “Safari a Santa Paolina”. Invitati dagli organizzatori in seguito alla pubblicazione dell’approfondimento dedicato al sito, abbiamo raccontato la Storia di Santa Paolina e presentato la nostra mappa archeologica di Osimo.
Un apposito volantino è stato ideato per l’occasione e distribuito ai partecipanti.

Fronte volantino "Safari a Santa Paolina"

Fronte volantino “Safari a Santa Paolina”

Retro volantino "Safari a Santa Paolina"

Retro volantino “Safari a Santa Paolina”

Materiale: una nuova pagina per il materiale usato o creato dal nostro gruppo

Parte del lavoro dietro i nostri articoli è creare nuovo materiale o ripubblicarne di esistente dopo averlo opportunamente ordinato e contestualizzato.
Con l’idea di facilitare chiunque volesse riutilizzare il nostro lavoro, abbiamo creato la nuova pagina Materiale con links, audio, volantini e documenti usati nei nostri articoli o creati nel corso del tempo. Siamo sicuri che risulterà utile a più di una persona.

Tecnologia: migliorata la soluzione tecnica alla base della mappa

Evitando per ora di entrare in dettagli tecnici non apprezzabili graficamente, recentemente la soluzione tecnica alla base della mappa è stata migliorata. La nuova soluzione offre una maggiore flessibilità per futuri sviluppi, ma sopratutto rappresenta una prima evoluzione della mappa nella direzione degli opendata. Nei prossimi mesi continueremo a muoverci in questa direzione, probabilmente dedicando più spazio a questo aspetto del nostro gruppo. Non nascondiamo, tra l’altro, che ci piacerebbe sfatare il mito che in Salviamo la Storia di Osimo siamo tutti archeologi.

Per chi fosse interessato, abbiamo introdotto tecnologie come MySQL, PHP e GeoJSON, mentre i siti d’interesse archeologico di Osimo in fomato GeoJSON sono accessibili a questo link: http://salviamolastoriadiosimo.altervista.org/map/siti.php

Evento: componenti di Salviamo la Storia di Osimo collaborano all’organizzazione di “Osimo rivivi ‘700”

Domenica 30 agosto s’è tenuta “Osimo Rivivi ‘700“, una rievocazione storica della Osimo del 1723. Alcuni membri del nostro gruppo hanno collaborato all’organizzazione dell’evento.

Rassegna stampa: il Fatto Quotidiano dedica un articolo di Manlio Lilli alla vicenda ex-consorzio

Il 5 Settembre il Fatto Quotidiano ha dedicato un articolo alla vicenda ex-consorzio, a dimostrazione di come quanto sta accadendo nella nostra Osimo, per quanto locale, sia esemplificazione delle contraddizioni e delle brutture dell’Italia di oggi.
L’articolo dell’archeologo Manlio Lilli, ricostruendo la vicenda con immagini prodotte dal nostro gruppo e documenti che abbiamo diffuso nel corso degli ultimi anni, esprime un duro giudizio:

«Il permesso a costruire rilasciato dal Comune ad agosto sembra chiudere la questione. Il cantiere inizia. Come sembra, la scelta di chiamare il complesso in costruzione San Donato più che segnalarsi come un rispettoso riferimento alla presenza della basilica, appare un goffo tentativo di dare memoria a quel che si è marginalizzato. Con colpevole perseveranza. In mancanza di un’idea di città si continua con i vecchi progetti»

Manlio Lilli, Il Fatto Quotidiano5 Settembre 2015

Ringraziamo Manlio Lilli per l’articolo e l’interesse. Ricordiamo però che nonostante quanto possa emergere dall’articolo, il Movimento 5 Stelle e Salviamo la Storia di Osimo non sono stati gli unici ad occuparsi della vicenda: molti altri dovrebbero essere citati, in primis Argentina Severini.

 

Monte Torto: dal ministero arrivano i fondi per il recupero

Dopo esserci occupati dello scavo dell’Ex-Consorzio e del Campetto dei Frati, vorremo far conoscere la situazione di Monte Torto, un’altra interessante area archeologica del territorio osimano, che versa purtroppo in condizioni di abbandono da ormai diversi anni.
Situata in località Case Nuove, l’area archeologica di Monte Torto ospita un prezioso esempio di impianto produttivo di età romana. Riportato alla luce svariati anni or sono, è ritornato, di fatto, ad essere inagibile in seguito alla grande nevicata del 2012 che ha gravemente danneggiato le coperture, rendendo impossibili le visite. Da allora, l’area giace in uno stato di abbandono.

Alcuni mesi or sono, a campagna elettorale avviata, abbiamo iniziato a raccogliere informazioni, ed avevamo già provveduto a redigere questo documento. Affinchè il tema potesse essere affrontato con serenità, per evitare strumentalizzazioni ed inutili polemiche, abbiamo preferito pubblicarlo solo ora che la campagna elettorale è terminata.

A poche ore dalla pubblicazione dell’articolo, siamo venuti a conoscenza di una campagna di sensibilizzazione per eleggere l’area archeologica di Monte Torto tra i luoghi del cuore FAI da salvare, a mezzo di un’apposita pagina facebook. Vista l’eccezionale contemporaneità dell’iniziativa con il nostro articolo, speriamo che quest ultimo possa rappresentare un contributo costruttivo al dibattito.

Monte Torto: cosa e dove

Per chi non conoscesse il sito, esso sorge sul versante meridionale del colle di Monte Torto, a Casenuove di Osimo. monte torto - zoom 0monte torto - zoom 1Gli scavi, effettuati fra il 1982 ed il 1995, hanno portato alla luce la pars fructuaria di una villa rustica romana, il cui nucleo più antico, di prima età imperiale, si articolava in una serie di ambienti adibiti alla lavorazione del vino e dell’olio

monte torto - zoom 2monte torto - zoom 3Si possono ancora osservare, particolarmente ben conservate, le basi circolari dei torchi realizzate in mattoncini con la tipica tecnica romana dell’opus spicatum, i lapides pedicini dove erano inseriti i montanti verticali del torchio a leva, alcune vasche di decantazione, oltre a vari grandi dolia interrati per la conservazione dei prodotti. Diversi manufatti ceramici venuti alla luce nel corso degli scavi sono ad oggi visibili nella sezione archeologica del Museo Civico di Osimo.

Monte Torto - 1 - 2 Giugno 2011Monte Torto - 2 - 2 Giugno 2011 Monte Torto - 4 - 2 Giugno 2011 Monte Torto - 5 - 2 Giugno 2011 Monte Torto - 6 - 2 Giugno 2011 Monte Torto - 3 - 2 Giugno 2011

Monte Torto: lo stato attuale

Forse non in molti conoscono le condizioni di degrado in cui versa attualmente l’area archeologica di Monte Torto, dopo che nel 2012 la grande nevicata ha provocato il crollo delle tettoie che ne proteggevano le strutture. Come è possibile vedere dalle foto, l’area è al momento in stato di abbandono, sommersa dalle erbacce, con le tettoie contorte, deformate dal peso della neve.
Monte Torto - 1 - 9 Febbraio 2014Monte Torto - 3 - 9 Febbraio 2014Monte Torto - 4 - 12 Aprile 2014

Monte Torto - 7 - 9 Febbraio 2014Monte Torto - 5 - 12 Aprile 2014

Monte Torto - 6 - 9 Febbraio 2014

I fondi per Monte Torto: il finanziamento ministeriale

Constatando lo stato di abbandono in cui versa il sito da ormai due anni, ci siamo rattristati, ma certo non più di tanto stupiti, ben conoscendo la cronica mancanza di fondi per i beni culturali che affligge il nostro Paese. È bene sottolineare, per fare chiarezza, che l’autorità competente in questo caso non sia il Comune di Osimo ma la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche.

finanziamento ministeriale montetortoCercando informazioni su Monte Torto ci siamo tuttavia imbattuti nel documento di programmazione ordinaria dei lavori pubblici del MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Il documento descrive la programmazione dei lavori pubblici approvati dal Ministero per il triennio 2013-2015 e il relativo finanziamento. Con nostra sopresa, leggiamo che è stato programmato un intervento di manutenzione straordinaria dell’area archeologica di Monte Torto finanziato con 40 mila euro per il 2013, 10 mila per il 2014 e 10 mila per il 2015. Questo ci ha spinto a informarci presso la Soprintendenza.

I fondi per Monte Torto: la parola alla Soprintendenza

Ci siamo dunque rivolti al nuovo funzionario archeologo responsabile per il territorio di Osimo, dott. Tommaso Casci Ceccacci, che ha recentemente sostituito il precedente funzionario Maurizio Landolfi, ora in pensione. Durante un colloquio avvenuto presso gli uffici della Soprintendenza lo scorso 23 Aprile, abbiamo così potuto ricevere i chiarimenti necessari. Ci viene spiegato che nonostante la situazione di pesanti tagli e di limitati fondi in cui versano le Soprintendenze in questo momento, è stato possibile, nonostante tutto, reperire nel 2013 dei fondi, da stanziare a partire dal 2014. Tali fondi permetteranno di riaprire al pubblico quantomeno una parte del sito. C’è stato inoltre confermato che è già stata attivata la procedura per avviare il recupero dell’area archeologica di Monte Torto e che, sebbene non esista ancora una data esatta, i lavori dovrebbero iniziare per l’autunno.

Monte Torto: un possibile ruolo per l’amministrazione comunale

Come sottolineato sopra, la gestione dell’area archeologica non è di competenza comunale. Tuttavia un’azione congiunta tra Amministrazione e Soprintendenza è possibile e auspicabile. Per fare questo la nuova Amministrazione dovrebbe seguire quanto più strettamente possibile la vicenda in modo che, quando la situazione sarà tornata alla normalità e le operazioni di ripristino saranno completate, sia possibile programmare in sinergia con la Soprintendenza delle azioni di sensibilizzazione e valorizzazione, ad esempio attraverso l’organizzazione di visite guidate, come già avvenuto in passato. Tagli dell’erba periodici potrebbero essere praticati dal Comune, a sostegno della Soprintendenza, purtroppo, suo malgrado, in ristrettezze economiche. Le visite guidate, per massimizzare l’efficienza potrebbero essere condotte in congiunzione con i tagli dell’erba.

Conclusioni

L’area archeologica di Monte Torto rappresenta uno degli esempi meglio preservati di impianto produttivo di età romana del centro Italia. E’ davvero un peccato ed un’occasione sprecata per la nostra città che essa versi in così pessime condizioni. Un tale sito è un potente richiamo turistico, in particolare data la vicinanza della moderna azienda vitivinicola: si crea così, quasi un effetto di dissolvenza tra la realtà produttiva di duemila anni fa e quella attuale, offrendo, come è già stato fatto in passato, lo sfondo ideale per tante iniziative che fondano Cultura, Storia ed Enogastronomia, altra espressione “culturale” del territorio.

E’ arrivato il momento, dopo due anni di attesa, che l’area archeologica di Monte Torto ritorni a far parlare di sé, e che Amministrazione e cittadini riprendano a dialogare affinché emerga una soluzione che riporti il sito ad uno stato di maggiore dignità.

Ci auguriamo che il nostro appello non cada nel vuoto e che tutti, cittadini, istituzioni locali e ministeriali, vogliano contribuire per Salvare questo pezzo di Storia di Osimo.

Cinema Concerto: anche #salviamolastoriadiosimo con ConcertAzione

Anche il nostro gruppo, così come molte associazioni ed attività commerciali, ha sottoscritto il documento redatto da ConcertAzione per richiedere al Comune di Osimo la concessione del cinema Concerto.

logo-concertAzioneIl cinema Concerto versa ormai da diversi in anni stato di abbandono. Dando in gestione ad associazioni e cittadini la sala, la nostra prima speranza è quella di ridare vita ad uno spazio attualmente in disuso e con questo ravvivare lo stesso centro Storico. In secondo luogo, ci piacerebbe che da questa iniziativa possa nascere un laboratorio per sperimentare e diffondere nuove forme di partecipazione ed impegno, elementi che riteniamo quantomai necessari.

Per queste ragioni, il nostro gruppo ha sottoscritto il documento che riportiamo integralmente di seguito, con la lista dei firmatari aggiornata al 18 Aprile.

Al Sindaco del comune di Osimo

Oggetto: richiesta di concessione del cinema Concerto

I sottoscritti firmatari del documento, alla luce dello stato di abbandono in cui versa da cinque anni il cinema Concerto, chiedono che venga loro affidato per poter riportare a nuova vita la struttura ed offrire alla cittadinanza un luogo polivalente dove rinnovare il senso della comunità.
Ogni città è il frutto di una storia e di una crescita continua, dove l’interazione tra il comportamento umano e gli spazi è costante ed imprescindibile e la trasformazione dell’uno in funzione degli altri è continua all’interno di un processo circolare. La città si costituisce non solo di spazi, ma di luoghi – luoghi che si realizzano nella frequentazione, nella loro storia, nelle relazioni umane e nella storia dei queste relazioni, quindi identitari. Un luogo abbandonato (il cinema Concerto) perde il suo status identitario, relazionale e storico; diviene spazio anonimo a cui l’uomo si è ormai quasi assuefatto.
Poiché l’economia mondiale è in crisi ed è ormai diffusa la consapevolezza dell’esauribilità delle risorse, è oggi proprio l’economia delle risorse ad essere fondamentale per il governo dello spazio urbano. Nell’economia della riqualificazione dello spazio urbano, la risorsa umana, cioè la volontà dei cittadini a costruire per sé e per la comunità di appartenenza un ambiente di vita migliore, è la principale risorsa disponibile a livello locale: capitale sociale da non dissipare e da valorizzare. La scarsità di risorse pubbliche penalizza la dimensione dei servizi.
Quindi è molto utile che l’ente pubblico si renda conto che ha risorse da socializzare: gli spazi, che se ben utilizzati servono a ricreare comunità. Il problema delle città è che gli spazi vuoti producono caduta delle relazioni, quindi è giusto coinvolgere i giovani, le competenze, le esperienze, le conoscenze, le volontà i e il volontariato per farli vivere e creare comunità. La pratica di riuso sociale dovrebbe entrare a far parte dell’agenda e delle previsioni delle politiche pubbliche di Osimo.
Da un punto di vista prettamente giuridico riteniamo che le Amministrazioni pubbliche, proprietarie e/o custodi dei beni pubblici, hanno un’ ulteriore responsabilità rispetto al proprietario soggetto privato, che ne risponde per i danni cagionati e la rovina del bene stesso, quale quella di garantire la funzione sociale e l’accessibilità ai beni da parte di tutti i cittadini. Preciso obbligo dell’Ente è quindi la conservazione e la corretta gestione del bene pubblico, evitandone il degrado e la perdita di valore economico, al fine di permettere ai cittadini la fruizione comune nonché la valorizzazione del patrimonio pubblico.
A tale scopo potrebbero attuarsi percorsi di collaborazione sociale tra la cittadinanza e il soggetto pubblico che andrebbero ad integrare ed ottimizzare l’offerta dei servizi pubblici proponendo una concreta risposta ai bisogni collettivi.

Noi, associazioni e singoli, ci proponiamo i seguenti obiettivi da realizzare:
• Concerto/Casa delle arti e delle culture. Le tante realtà associative del territorio potranno trovare un luogo dove incontrarsi, provare e presentare le proprie attività.
• Attivazione di corsi; laboratori; cicli di film per famiglie, giovani, cinefili.
• Attivazione di una programmazione originale di cultura e d’intrattenimento. Con la ri-appropriazione degli spazi si allestirà un calendario ad hoc per lo svolgimento di concerti, dj’s set, mostre artistiche, performance teatrali, rassegne cinematografiche.
Il centro della nostra città custodisce uno scrigno che opportunamente rivitalizzato potrà costituire un volàno per un’ulteriore valorizzazione della storia, della cultura e della vivacità cittadina. Noi ci proponiamo per concretizzare questa opzione; in alternativa si può lasciar chiuso il cinema, invenduto dopo 3 tentativi, e lasciarlo degradare in silenzio.
Certi che la nostra proposta, valida e soprattutto sostenibile, sarà obiettivamente presa in considerazione, porgiamo cordiali saluti.

Osimo, 18 aprile 2014

Firmatari:

Associazioni Attività commerciali
Ilcieloinunadanza
Specchi Sonori
Gruppo di acquisto solidale di Osimo
OGV
Cantieri di Pace
ConcertAzione
Teatro a Sudest
#salviamolastoriadiosimo
Un caldo abbraccio
A.p.s. Lilliput
Osimoambiente
SNOQ Osimo
CNA Osimo
Ass. Cult. Centro Olistico La Mucciolina
M.A.C Manifestazioni Artistiche Contemporanee
Verdetà
Pizzi e merletti
La tenda
Fontemagna viaggi
La nuvola
Foto effe
La porta dei mondi
La bomboniera
Lecca lecca
Verdeluna
Kanal 32
Pop store s.rl.
Mary Flower
Tabaccheria moschini
Paolucci macelleria
Graciotti gioielli
Angela shoes
Antonella moda & accessori
Gioielleria Gabrielli
Fioreria Franca
Cartoleria Colonnelli
Silicon bar
Il mercante di storie
Desideri
Patrizia profumerie
Le delizie del vicolo
Punk moda
Tuttofresco
Pasticceria Ridolfi
Gustibus
Kokogena
Herbula
La Piramide

Emergenza rientrata: ora i reperti sembrerebbero protetti da una tettoia provvisoria

Un mese fa avevamo lanciato un allarme, ripreso dai principali giornali marchigiani, per le precarie condizioni in cui versavano i reperti archeologici, minacciati delle intemperie e dal ristagno d’acqua dovuto alle abbondanti piogge. In un articolo pubblicato sul Messaggero, il Soprintedente Maurizio Landolfi aveva risposto al nostro appello dichiarando che sarebbe stata presto realizzata una tettoia a protezione dei reperti.

Iniziamo l’anno con una buona notizia: rileviamo infatti con soddisfazione che il costruttore ha effettivamente predisposto la tettoia anticipata da Landolfi.

La tettoia provvisoria a protezione dei reperti

I reperti sembrerebbero ora protetti, in attesa che venga costruita la stanza adibita alla loro futura conservazione. Si è trattato di un piccolo ma importante sforzo, che speriamo permetterà di non sprecare il lavoro svolto in questi mesi dagli archeologi. Confidiamo che qualsiasi ulteriore opera provvisoria prevista a protezione dei reperti sia già stata realizzata o lo sarà al più presto.

Le dichiarazioni di Landolfi secondo cui la tettoia era già stata prevista, nonché la celerità con cui questa è stata poi realizzata, dimostrano che il nostro allarme era fondato. Rimaniamo quindi convinti della necessità della nostra opera di informazione affinchè l’attenzione e la partecipazione della cittadinanza rimanga alta.

Emergenza: la chiesa è di nuovo in pericolo

Avevamo concluso un nostro precedente contributo affermando che la tutela della chiesa fosse ormai garantita e che la principale problematica consistesse, a nostro parere, essenzialmente nella valorizzazione del sito. Tuttavia, alla luce delle condizioni critiche in cui versano le strutture, visibili a chiunque passi per via Ungheria, oggi ci troviamo di nuovo in una situazione di emergenza, e la tutela e la conservazione ritornano a essere questioni impellenti. Come si può notare dalla foto, le murature della chiesa paleocristiana, prive di un’adeguata protezione, si stanno velocemente deteriorando sotto l’azione delle intemperie e dell’abbondante ristagno d’acqua dovuto alla natura argillosa del terreno.

La chiesa paleocristiana allagata

Se l’acqua non verrà drenata e non si provvederà al più presto a fornire un’adeguata copertura alle strutture, queste non resisteranno fino alla conclusione dei lavori. In tal caso, le varianti al progetto saranno state del tutto inutili, perché non ci sarà più niente da tutelare.

Ma chi deve risolvere il problema? Secondo il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (D.L.  42/2004) la conservazione e tutela della Chiesa è tra le responsabilità previste per il costruttore. Infatti, secondo tale normativa, “i privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali sono tenuti a garantirne la conservazione” (articolo 1 comma 5, e articolo 30 comma 3).

Pertanto chiediamo pubblicamente al costruttore di risolvere il problema con la massima urgenza, anche in virtù del tanto incensato mecenatismo dell’azienda, come dichiarato dal servizio del Tg2 andato in onda il 27 ottobre. Chiediamo infine al Comune di Osimo ed alle autorità competenti di vigilare sulla sua risoluzione.