Appello

Osimo – scavi ex-consorzio: salviamo la chiesa paleocristiana!

Le recenti indagini archeologiche intraprese a Osimo in via Montefanese, nell’area dell’ex-consorzio agrario, hanno portato alla luce importantissimi tasselli di storia cittadina. Come il soprintendente archeologo dott. Maurizio Landolfi ha spiegato in più di un’intervista, “sono emerse le fondazioni di una basilica cimiteriale, una necropoli con tombe paleocristiane, molto povere e prive di corredi, scoperte sul versante a valle (lato S. Carlo), mentre a monte (lato traversa/via Ungheria) sono affiorati frammenti del diverticolo romano della via Flaminia e un fosso di età romana.”
In questa sede domandiamo, in primo luogo all’Amministrazione Comunale, quali misure si intendono adottare per proteggere e valorizzare tali preziose testimonianze del più antico passato della città. In particolare i resti della chiesa, che è forse la chiesa di S. Donato alle Lame citata dal Codice Bavaro, rischiano forse l’oblio, nuovamente ricoperti e dimenticati al di sotto del nuovo centro commerciale?
Non sarebbe invece nell’interesse di tutti, musealizzare l’area della chiesa, che resa così visibile per la cittadinanza e fruibile per gli studiosi, diverrebbe un polo di interesse e attrazione a tutto vantaggio anche degli affari? Le parole spese dal dott. Landolfi nelle varie interviste rilasciate indicano chiaramente che la Soprintendenza è favorevole alla valorizzazione del bene.
Il nostro timore è che il bene venga abbandonato, ed in mancanza del Comune o di un’altra associazione che se ne curi la prassi per legge prevede il rinterro, anche dopo i numerosi sforzi per lo scavo e la documentazione accurata.
Domandiamo inoltre all’Amministrazione Comunale quale sarà il destino dei reperti archeologici emersi dagli scavi. Tali reperti, di notevole pregio e valore scientifico, andranno forse dimenticati in un qualche magazzino della Soprintendenza chissà dove? Sarebbe ragionevole che essi vengano conservati e studiati nella città alla quale appartengono, magari valorizzandoli con l’allestimento di una piccola mostra temporanea, andando poi ad arricchire in pianta stabile la sezione archeologica del Museo Civico. Auspicabile sarebbe anche lo studio antropologico dei resti umani rinvenuti nei pressi della chiesa, resti appartenenti a nostri concittadini cristiani di circa millecinquecento anni fa.
Intendiamo lanciare un appello alla cittadinanza perché prenda coscienza di come si stia provvedendo a tutelare una parte importante della storia di Osimo
Occorre sottolineare che né per il mantenimento dell’area archeologica della chiesa, né per la conservazione e lo studio dei reperti, sarebbero necessarie ingenti risorse economiche.

Cittadini osimani fate sentire la vostra voce con l’Amministrazione Comunale: non permettiamo che la chiesa paleocristiana nell’area dell’ex-consorzio venga dimenticata!