La chiesa nel parcheggio? Un’ipotesi, in attesa di informazioni ufficiali

Questo articolo nasce dalla carenza di informazioni sui reperti archeologici ritrovati durante i lavori di recupero dell’area ex-consorzio di Osimo.
Partendo da quanto pubblicato dalla stampa, e grazie ad ulteriori elementi emersi dalla rete, è stato possibile effettuare una stima di forma e dimensioni della chiesa paleocristiana, del suo inserimento nell’area dei lavori e dell’impatto sul progetto in costruzione.
Da tale analisi emerge come nel progetto in corso di realizzazione, così com’è visibile dalle immagini disponibili online, la chiesa coinciderebbe con l’ingresso del sotto parcheggio del nuovo centro commerciale.

1. Le immagini degli scavi

A distanza di mesi dai primi ritrovamenti, le uniche immagini disponibili dello scavo sono quelle dei lavori in corso apparse sulla stampa.
Per avere una visione di insieme dell’area coinvolta, convinti di ottenere un’immagine delle zona precedente all’inizio dei lavori, abbiamo cercato in Google Earth l’area ex consorzio. Con nostra sorpresa, invece, nelle immagini di Google l’edificio del consorzio è già stato demolito: l’ultimo aggiornamento risale infatti al 4 agosto 2013, data in cui non solo i lavori erano iniziati ma la chiesa paleocristiana era già stata rinvenuta.

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2. Il progetto del nuovo centro commerciale

Il progetto del nuovo centro commerciale è stato fonte di accesi dibatti sia nel Consiglio Comunale che fra i cittadini. Da varie fonti è possibile ottenere informazioni sulle caratteristiche dell’opera, sulle sue motivazioni, nonché sulle critiche e polemiche che essa ha suscitato. Consultando il sito web dello studio che ha realizzato il progetto (FIMA Engineering, www.fimaengineering.it), è possibile visualizzare numerose immagini dell’edificio in costruzione e comprendere come quest’ultimo si inserirà nel contesto cittadino.

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3. Sovrapposizione della pianta del progetto sull’area dei lavori

La pianta del nuovo edificio contiene molti dettagli del contesto urbano in cui il progetto si inserisce, tra cui le tre rotatorie, la forma delle strade e le aiuole. E’ stato quindi possibile sovrapporre la pianta all’area dei lavori ed ottenere una visualizzazione realistica.

Per giungere ad un risultato soddisfacente in poco tempo è stato utilizzato lo stesso Google Earth. Per tale ragione, esaminando attentamente le immagini, è possibile rilevare alcune piccole incongruenze nella sovrapposizione, che comunque non alterano significativamente la validità del risultato finale.

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4. Le dimensioni della chiesa paleocristiana e dell’area dei reperti

Analizzando il dettaglio degli scavi, sembra evidenziarsi la presenza di almeno due ambienti rettangolari contigui con quella che sembrerebbe essere un’abside ad est, come tipico dell’orientamento degli edifici di culto cristiano. I due ambienti costituirebbero la navata centrale e la navata laterale, come deducibile dalla posizione dell’abside. L’altra navata laterale, la cui esistenza è ipotizzabile, non è visibile dalle immagini satellitari del 4 agosto, probabilmente perché le indagini non avevano ancora interessato tale parte dell’area. Il muro esterno dell’ambiente più settentrionale appare prolungarsi per un lungo tratto verso ovest, indicando che la chiesa doveva misurare oltre 16 metri in lunghezza. La navata laterale sembra misurare circa 3,5 metri ed ipotizzando un larghezza simile per l’altra navata laterale non ancora scavata, la larghezza complessiva dell’edificio sarebbe di circa 11 metri. Il muro che chiude ad ovest i due ambienti rettangolari, che appare prolungarsi anche al di là di essi verso nord, potrebbe essere parte del transetto.  

In base a queste considerazioni si è tentata una altamente ipotetica ricostruzione della pianta della chiesa.

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Google Earth consente di visualizzare la cronologia delle immagini di un qualsiasi luogo. In questo modo abbiamo potuto sovrapporre l’ipotetica pianta della chiesa all’immagine dell’area precedente l’inizio dei lavori.
L’immagine ottenuta mostra come la posizione della parte absidata della chiesa corrispondeva con il piazzale esterno del consorzio. Questo dettaglio fa supporre che le strutture circolari visibili nella parte occidentale della chiesa siano i pilastri di fondazione del consorzio. Le strutture che per orientamento sarebbero pertinenti al consorzio sono evidenziate in verde nell’immagine. Si può ipotizzare che proprio i lavori per la costruzione del consorzio, avvenuti negli anni ’30, abbiano compromesso la conservazione della parte più occidentale della chiesa.

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5. La chiesa, l’area dei reperti ed il progetto del centro commerciale

Sovrapponendo l’immagine di Google Earth, la pianta del nuovo centro commerciale e l’ipotetica pianta della chiesa, si evince chiaramente che i resti di quest’ultima vengono a trovarsi nell’area del progetto corrispondente all’ingresso del parcheggio sotterraneo.

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6. Conclusioni

Pur tenendo conto del carattere qualitativo di questa discussione, avendo impiegato strumenti non professionali ed immagini disponibili pubblicamente,  l’analisi mostra comunque come il progetto del nuovo centro commerciale disponibile online sia incompatibile con la conservazione della chiesa paleocristiana. 

Chiediamo quindi all’Amministrazione Comunale informazioni dettagliate sui provvedimenti che si intendono mettere in atto per la conservazione e per la fruizione pubblica dei resti archeologici. Chiediamo, inoltre, che in caso sia già stata prevista una modifica al progetto originale, essa sia presentata e discussa pubblicamente.

Note metodologiche

L’analisi ha impiegato esclusivamente strumenti ed informazioni disponibili pubblicamente in rete. In particolare, le immagini satellitari sono state prelevate su Google Earth, mentre per quanto riguarda il nuovo centro commerciale, non essendo a conoscenza di modifiche ufficiali al progetto, sono state utilizzate le immagini pubblicate sul sito web dello studio FIMA Engineering S.r.l. (www.fimaengineering.it).
Le immagini satellitari sono state analizzate da alcuni archeologi, e l’editing finale è avvenuto per mezzo di software libero. Data la natura non ufficiale delle immagini e l’utilizzo di strumenti non professionali, la presente analisi è da considerarsi semplicemente come una valutazione qualitativa. Allo stesso modo, i dati numerici sulle dimensioni della struttura della chiesa, ottenuti grazie agli strumenti di Google Earth, sono da intendersi come delle stime.